domenica 21 settembre 2014

NECROLOGIO DI ROBERTO BENIGNI, COMICO PARACULO

(Difficoltà: 2/5)


Mario Cioni di "Berlinguer ti voglio bene"
Benigni in: "Berlinguer ti volevo bene"
"Sic transit dignitas"
Ricordo nel 1994 Raimondo Vianello fece uno spot elettorale (qui al minuto 1:50) durante uno dei suoi programmi, in cui esortava a votare l'ora conclamato truffatore fiscale Berlusconi. Prima di questo Vianello mi piaceva, ma da quel momeno lì per me cessò di esistere.
Chi ha visto la recente intervista a Benigni in “Ballarò" avrà avuto conferma di ciò che già si era ampiamente presentito nel protratto silenzio del comico toscano di fronte al tentativo bilaterale (la "bicamerale renzusconi”) di cambiare la Costituzione nata dalla Resistenza. Perchè Benigni aveva solo due anni prima così passionatamente difeso la Costituzione dai tentativi berlusconiani di stuprarla in senso piduista, e ora che Berlusconi (nel frattempo condannato in via definitiva) lo fa in tandem con Renzi (già condannato in primo grado per danno erariale), tace? Bastava semplicemente che il suo partito, il Pd, si unisse allo scempio, per reprimere ogni vis critica dell'intellettuale Benigni? E' il classico caso del rincoglionimento civile che colpisce il rivoluzionario dalla panza vuota quando scopre l'abbondanza, o c'è dell'altro e di peggio?
Mi preme dire che la diatriba su quando Benigni sia diventato un cinico opportunista non mi appassiona: il rischio di scoprire che l'uomo mi ha preso per il culo per decenni è concreto, e mi risulterebbe intollerabile. Mi basta la comoda constatazione che oggi Benigni è questo e niente di diverso. L'esempio de “La vita è bella” è altamente illustrativo e pone una pietra sepolcrale sulla memoria del rivoluzionario di "Cioni Mario".


La Vita è Bella”: l'Oscar al Cinismo Opportunista Glielo Diamo Noi

Perchè per "La vita è bella" Benigni non scelse il campo Auschwitz, che è il simbolo par excellence dello sterminio nazista, bensì quello di Bergen Belsen? Sarà che Auschwitz non conteneva donne, mentre Bergen era misto, e il copione esigeva che il personaggio di Benigni deportato incrociasse la moglie? Può essere, ma mi permetto di pensare male: e se fosse per il fatto che Auschwitz fu liberato dai Russi? Far apparire i Russi come eroi non sarebbe certo stato un buon incentivo per la benevolenza di una platea americana che doveva farti vincere l'Oscar. Questa ipotesi non è tanto un riflesso di cinismo da parte mia, quanto figlia di una constatazione oggettiva che la suffraga: Benigni fa salvare il figlio dagli Americani. Il problema è che Bergen Belsen non fu liberata dagli Americani, bensì dagli Inglesi (e dai Canadesi). Immagino che il mezzo di una balla storica e di una leccata del culo yankee giustifichi il fine della gloria e del denaro dell'Oscar. Dimenticate il Benigni di "Berlinguer ti voglio bene" o degli show anni-'80 contro i ladrocini craxiani: questo è quello vero, o perlomeno quello attuale e futuro. Dal materialismo storico al falso storico: proprio una bella evoluzione.


Da Berlinguer al “Bomba”: Quanto è Triste il Cammino

Come forse ho già scritto altrove (e mi dispiace se mi ripeto) all'epoca dei re il giullare di corte non era un semplice pagliaccio: aveva la funzione di prendere in giro il potere e ricordare al re i suoi limiti di essere mortale e limitato. Ne risulta che qualificare Benigni, il comico del Pd, come un "giullare" è persino offensivo per i giullari. Benigni è solo uno dei tanti servi del potere, un interprete della tragica normalità di questa triste epoca italiana.
Come personaggio pubblico e di satira, per me Benigni è morto. Non ascolterò più quello che ha da dire questo comico di regime, nè guarderò più alcuno dei suoi film e quando morirà (spero per lui dopo che avrà potuto godersi tutti i proventi della propria messa all'asta) non verserò certo amare lacrime.

E così ci siamo giocati anche Benigni. Ma non disperiamoci: tutto a vantaggio della verità e della chiarezza. Avanti il prossimo.

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