domenica 1 febbraio 2015

IL PAESE DEI POLLI

(Difficoltà: 2/5)

Il nuovo PdR Mattarella
“Essere italiani oggi vuol dire essere sottoposti alle decisioni prese da un delinquente cacciato dal Parlamento in combutta con un giovanotto che asseconda il suo desiderio di continuare a essere arbitro della politica italiana. […] La dignità, ecco quello che ci ha tolto e ci toglie il patto fra Berlusconi e Renzi.” (Maurizio Viroli) Se questo è vero – e lo è - noi dobbiamo credere che Renzi, dopo essersi sporcato in tutti i modi sedendosi a mille tavoli con Berlusconi per trattative inconfessabili, adesso avrebbe scelto un Presidente della Repubblica sgradito al Pregiudicato?

Si tratta di un gioco delle parti. Berlusconi è fatto così: ha in mente di ottenere 50 e ti chiede 100, così tu se gli concedi 80 credi di aver vinto, ma in realtà lui ha ottenuto più di quanto messo in conto. E' avvenuto qualcosa di simile con l'elezione di Mattarella a nuovo PdR: Berlusconi e Renzi (detto l'uno dici l'altro) hanno mandato avanti candidati improponibili (vere icone della “casta” politica: la Finocchiaro, Amato, Casini), roba da convulsionare gli stomaci più forti; in tal modo, si è fatto apparire l'elezione di un mediocre democristiano con un passato (suo e della famiglia) tutt'altro che limpido (Mattarella confessò di aver accettato un contributo elettorale da Filippo Salamone, universalmente noto in Sicilia come il costruttore di Cosa Nostra, niente meno) un risultato da salutare con entusiasmo. E ci sono cascati quasi tutti come dei polli: invece di scandalizzarsi perchè non si è scelto il meglio, si è gioito per il meno peggio. Come al solito. “Sospirone di sollievo”: come se i nostri rappresentanti in Parlamento, pagati da noi fior di quattrini, fossero lì per fare il nostro male invece che per migliorarci la vita. Come se il nostro paese non si fosse mai liberato da Borboni a austriaci. E non mi inoltro sullo scempio della scelta del candidato unico, calato dall'alto da un premier abusivo con il necessario benestare di un pregiudicato frequentatore di prostitute minorenni, e della vergognosa pantomima delle “schede bianche”. Questo è il livello della nostra democrazia: abbiamo completamente perduto le coordinate delle autentiche scelte democratiche, nonché della modalità per l'affermazione delle stesse. E' chiaro che l'ira di Berlusconi è un gioco delle parti visto e stravisto, un “chiagn' e futt'” delle migliori specie: “Renzi si intaschi pure la vittoria di Pirro, se questo può far da stampella al suo
governo, che è messo lì a risolvere gli affari miei”, deve essere stato il pensiero del Pregiudicato mentre urlava alla soverchierìa. Un copione che Berlusconi e gli utili idioti che di volta in volta si sceglie implementano ogni volta, sicuri che il popolo bue non afferrerà mai la la trama.
Quando impareremo a capire che il “male minore” nasconde sempre i germi di un male peggiore che da quello si evolve, capiremo che Mattarella è la scelta giusta per gli interessi dell'azionista di maggioranza del governo: un Napolitano della Sicilia, che seguirà gli ordini dal basso con ancora più solerzia e meno visibilità.
Come disse qualcuno: “Quando ti siedi sulla tazza del cesso, non puoi aspettarti che ne esca qualcosa di buono.” Il problema è che il bulletto di Rignano attorno al tavolo berlusconiano della trattative ci è nato, e nessuno lo disturberà per almeno altri 7 anni. Contento lui, contenti tutti.

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