martedì 10 marzo 2015

E I TEDESCHI DISSERO: "DIMENTICARE LA SHOAH"

(Difficoltà: 3,1/5)


"Ritratto intimo della Germania"
Ricordo che dieci anni il mio insegnante madrelingua di tedesco durante una lezione disse qualcosa come: “Dopo 60 anni sarebbe l'ora che la si smettesse con il rinfacciarci la Shoah.” Dieci anni dopo, si può essere sicuri che nella società tedesca c'è qualcuno che ancora lo pensa, e a maggior ragione - dal suo punto di vista – visto che è passato ancora più tempo. La vera notizia è infatti che, recentemente, l'80% dei tedeschi ha dichiarato di volersi lasciar dietro alle spalle la storia delle persecuzioni contro gli Ebrei (articolo Spiegel qui).
Facendo un semplice calcolo, affermare, a 70 anni dalla liberazione di Auschwitz, che è ora di chiudere il capitolo Shoah e di “lasciarselo alle spalle”, significa che a ogni ebreo ridotto in cenere, ossa o saponette dai macellai nazisti la “coscienza tedesca”, ormai umanizzata e democratizzata, è stata disposta a “dedicare” solo 4 giorni e 4 ore del proprio tempo. Certo un notevole progresso, visto il rispetto della vita umana dimostrato da nonni e bisnonni nel “III Reich”.
Ma qui sorgono problemi lessicali. Cosa significa “dedicare”? E cosa significa in concreto “superare la Shoah”? Forse non parlarne più? Forse trattarlo come un giallo televisivo in cui i colpevoli sono sempre gli altri? Forse prepararsi a futuri crimini contro l'umanità? Ecco una piccola dritta al popolo tedesco: la Shoah non è il problema di un folle omicida con i baffetti e dei suoi generali; è la macchia indelebile di un intero popolo che, allora come oggi, non ha perso il vizio di considerarsi superiore agli altri e di cercare nuove forme per provarlo al mondo: prima era la guerra e lo sterminio, oggi è l'egemonia finanziaria all'interno di un'UE che è nata pre fare gli interessi tedeschi. E domani?
La Germania non ha mai veramente pagato per i crimini commessi. E la possiblità di far pace con la propria coscienza i tedeschi l'hanno persa per sempre: il tempo è scaduto, e i troppi criminali di guerra che la Germania ha lasciato impuniti - anzi, talvolta onorato - sono troppi, se non tutti.
Ma l'impunità tedesca è un dato storico conclamato e ha origini lontane. Gli Usa vollero fare della RFT da subito dopo la guerra  un modello del benessere occidentale da opporre ideologicamente ai paesi del Patto di Varsavia, rinunciando a riscuotere le riparazioni di guerra e promuovendo la prosperità di un popolo che pochi anni prima s'era reso responsabile del più grande massacro di innocenti della Storia del mondo. Miracolo di un capitalismo senza coscienza e morale. Inoltre, le vittime delle stragi naziste di civili ancora aspettano un risarcimento dallo Stato tedesco. Infine, i caveau svizzeri (e chissà quali altri) sono ancora colmi dei beni sottratti agli Ebrei durante il regime di Hitler. E si potrebbe continuare.
Se non c'è espiazione, non c'è vero pentimento; e se non c'è pentimento, il futuro potrà ripetersi. Le esibite parole di contrizione, come le note del Danubio Blu nei campi di concentramento, se le porta via il vento. La Shoah è capitata al popolo Ebraico, ma essa è il popolo tedesco, e niente ormai potrà cambiare ciò.
Il "problema Germania" non cesserà di essere un problema per l'intera Europa finchè non cesserà di esserlo per i tedeschi.

Nessun commento:

Posta un commento