lunedì 16 settembre 2013

GIUDA VERO PROFETA DEL CRISTIANESIMO

(Difficoltà: 2,1/5)

Giuda Iscariota bacia Gesù
Vorrei qui avanzare una tesi provocatoria, dove per “provocazione” non intendo una boutade o un divertissement, ma una sostanziale verità. La tesi è che Giuda è il vero profeta del cristianesimo. Quali sono le ragioni che se ne possono addurre?
Iniziamo col rispondere a una domanda. Qual è il nucleo del messaggio del cristianesimo? Nessuno ha una risposta definitiva: c'è chi dice la salvezza del genere umano, chi l'amore, chi il peccato originale, chi il perdono. Per me, l'essenza del messagio cristiano è - o dovrebbe essere - il pentimento, che include tutte le specificità appena indicate, e altre ancora.
Senza pentimento non c'è salvezza, non c'è amore (l'amore richiede la rinuncia di sè, quindi il riconoscimento dei propri errori e limiti per lasciar posto all'altro), non c'è perdono (che lo richiede come precondizione), e il peccato originale sarebbe senza di esso una condanna irrimediabile.


Chi è il Vero Profeta del Cristianesimo?

Ma, se il cuore del messaggio cristiano è il pentimento, allora chi è il vero profeta del cristianesimo? Gesù? Ma Gesù non si pentì mai di nulla (se non forse, dinnanzi alla morte, di quella che era stata la sua vita di figlio di un dio che l'aveva “abbandonato”). Nonostante egli fosse, in quanto uomo, suscettibile di peccare, non troviamo né tracce di pentimento, né fatti che l'avrebbero richiesto. Non pare infatti che nella Bibbia siano citati episodi condotte peccaminose da parte di Gesù. In cosa consisterebbe dunque la sua tanto sbandierata umanità? Nel fatto che dovesse, come tutti gli uomini, mangiare e dormire? Nell'esplosione di collera all'indirizzo dei mercanti del Tempio? Un po' poco.
Il vero profeta del cristianesimo è Giuda. Giuda tradì Gesù, e il tradimento è un'infamia indipendentemente dalla statura di colui che ne è vittima. Ma vale ricordare che Giuda si pentì di questo gesto e, assalito dai rimorsi s'impiccò a un'albero. Dal punto di vista del credente, la figura di Giuda è di fatto un tassello essenziale nel piano divino, perché senza di lui Gesù non avrebbe potuto essere l'osannato martire per la salvezza dell'uomo, e il cristianesimo non avrebbe goduto di quel famoso quid che l'avrebbe preservato e fatto prosperare nei millenni a differenza di altre religioni coeve tra cui il culto di Mitra. Dal punto di vista laico e personale-umano, invece, e quindi al di fuori dello schema provvidenziale, Giuda ebbe il merito di pentirsi, di provare rimorso, di dimostrare la sua umanità tanto nel riconoscimento viscerale del suo errore quanto nell'atto disperato con cui cercò di farne ammenda. Egli, definito nella Bibbia un traditore (Luca 6:16), un egoista (Marco 14:44-45) e un ladro (Giovanni 12:6) - agì infine per pura passione etica, restituendo i trenta denari e ponendo fine alla propria vita:

 
Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: "Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente.” Ma quelli dissero: “Che ci riguarda? Veditela tu!” Ed egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. (Matteo, 27, 3-5).


Conclusione

Giuda ci insegna che l'importante non è sbagliare, ma pentirsi dello sbaglio. Da Cristo il credente ha ricevuto soprattutto l'insegnamento dell'amore e del perdono, ma non tanto del pentimento. Fermiamoci un attimo a riflettere sul fatto che con i suoi millenari misfatti e nequizie, e per l'ostinazione di non aver voluto farne ammenda, la Chiesa non ha tradito tanto il messaggio di Cristo, quanto quello di Giuda.
In conclusione, Giuda merita di essere esempio anche per noi laici, e per tutti i superbi di un Paese senza rimorso e vergogna, in cui l'impunità è regola.

1 commento:

  1. Proporrei anche un'ulteriore argomento di riflessione: Giuda inaugura, credo, con il cristianesimo, una visione della testimonianza portata fino al martirio, al sacrificio della propria vita. Di fatto muore perchè Gesù realizzi il suo progetto, anche se apparentemente è il traditore. Zelota fino in fondo, porta nel cristianesimo nascente l'idea del radicalismo militante, al pari di Gesù.
    Sull'ultimo riferimento all'Italia, paese dell'impunità, dove tutto si perdona e nessuno si pente, non si può che essere d'accordo. Però è interessante notare il cambiamento storico del pensiero cristiano

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