domenica 16 aprile 2023

SEGNI DI DÉCADENCE: IL FASCINO PER IL CRIMINALE

Difficoltà: 4,4/5

    Un segno di decadenza per ogni epoca è il calo della mascolinità e la diffusione dell'omosessualità e dell'effeminatezza. Non è il sottoscritto a dirlo, ma una storica femminista di sinistra come Camille Paglia (1).

Un altro indice del declino di una civiltà, e lo constatiamo osservando la nostra, è il diffuso fascino per la figura del criminale. In questo articolo entro nel merito di questo fenomeno, discutendone manifestazioni e origine.

martedì 11 aprile 2023

AFORISMI BELLI/5


 (Difficoltà: 3,6/5)



La saccenza è l’ignoranza che si traveste da sapienza.

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Se i “cacadubbi” ci hanno insegnato qualcosa, è che il dubbio fa più danni delle false certezze.

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Negare la libertà di pensiero include negare il pensiero della libertà, cioè la capacità di pensare la libertà.

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Si dice che la morte è l'addormentarsi un giorno per svegliarsi altrove. Quel che è certo è che, per molti, la vita è un dormire ovunque per non svegliarsi mai.

domenica 2 aprile 2023

“DIVERSITA’”: UN DOGMA DELLA NUOVA RELIGIONE "PROGRESSISTA"

(Difficoltà: 3/5)

Indottrinamento Lgbtq in una scuola americana


Il concetto di diversità, anche nelle scuole, ti viene sbattuto in faccia come un paio di manette ideologiche. Quando parla di diversità, la sinistra intende, in soldoni, la conformità di tutti con l’ideologia che le è propria. Quindi  la "diversità" non è “diversità di pensiero” (idea che non appartiene al vocabolario della sinistra), ma anzi, nella manciata delle declinazioni del suo concetto offerte dalla sinistra, essa è riconducibile alla totale aderenza al pensiero unico progressista, pena le più crude ripercussioni: è un richiamo al totalitarismo ideologico.

giovedì 23 marzo 2023

LE ASSOCIAZIONI PER I ROVESCI UMANI

(Difficoltà: 1,5/5)

Le associazioni per i “diritti umani” sono in realtà associazioni per i rovesci umani. Lucrano e profittano dalle disgrazie umane. Esse sono in realtà un corpo che gravita nel macrocosmo del “progressivismo”: anche quando l’appartenenza politico-ideologica non è palese, l’identità nel modus operandi è sotto gli occhi di tutti. Anche esse infatti hanno trovato nelle disgrazie sociali la gallina dalle uova d’oro, e hanno instillato nella mente collettiva l’idea, talmente radicata a questo punto da diventare sorgente inesauribile di tabù collettivi, che la più onesta e oggettiva critica ad esse equivalga a essere dalla parte di ciò che rende il mondo peggiore. Queste associazioni del resto  - o i loro addentellati nei media o nella fogna della politica, che sono fatti della stessa pasta - non mancano mai di usare la mannaia della diffamazione più becera e strumentale: l’atteggiamento passivo-aggressivo con cui silenziano ogni critica si manifesta nelle più infamanti accuse. La più infamante fra le più infamanti è naturalmente quella, evergreen, di “razzismo”. E questo perché attualmente il grande business al centro dei tramacci di queste associazioni “no-profit” è quello del traffico di clandestini dal Terzo Mondo.