Mentre in altri paesi la legalità è la norma, e ci vuole un
certo coraggio per essere disonesti perché si sa di incorrere in
pene dure e certe, nel nostro paese vale piuttosto il contrario. Ciò
è permesso dai tempi geologici della giustizia e da una legge fatta
dai criminali apposta per se stessi.
In linea generale, però, è chiaro che il criminale contraccambia
il rischio della galera non solo con un guadagno facile, ma anche con
una indiscutibile posizione di vantaggio. Il principio è solo in apparenza scontato: i tutori della legge sono
chiamati al rispetto della legge anche quando devono far
rispettare la legge.
lunedì 11 novembre 2013
sabato 2 novembre 2013
CONSIDERAZIONI OGGETTIVE SUL RAZZISMO
(Difficoltà: 4,3/5)
L'osservazione empirica mi ha portato alla conclusione
antropologico-culturale che gli stereotipi su una popolazione si
riferiscono alla parte che risiede nelle regioni più a sud di ogni
paese. Questa idea trova conferma nella provenienza dei simboli che
vengono adottati per esprimere il pregiudizio etnico. Così, per es.,
l'Italia è canzonata per la pizza, per il mandolino e
per la mafia, tutte cose che legano la loro origine alle
regioni del sud, come per una certa espansività caratteriale che
s'esprimerebbe in ampi gesticolii delle mani. Per la Germania, allo
stesso modo, si usano elementi che fanno parte prevalentemente del
folklore bavarese: i crauti, la birra, la tenuta da montanaro,
l'allegria fanfarona e rumorosa.
lunedì 28 ottobre 2013
"COME E' CAMBIATO LO SPORT". LA MIA SUL DOPING
(Difficoltà: 3,1/5)
Lo "sport" è diverso dal "gioco". Il
calcio - a titolo di esempio - è un "gioco", non propriamente una disciplina sportiva: non
richiede doti di atleta e si può giocare anche da piccoli; inoltre,
non ha insito il principio e l'obiettivo del superamento dei limiti
fisici umani, quale espresso dai concetti di “record” o “miglior
tempo”. Il gioco mette in scena il talento nell'utilizzo creativo
di uno strumento, come nel caso del pallone per il calcio e per il
basket, della racchetta per il tennis e così via.
lunedì 21 ottobre 2013
IL CAPITANO E I TOPI
(Difficoltà: 2,7/5)
Se c'è una cosa che quel pusillanime di Schettino ci ha insegnato, è che se la nave sta affondando, il capitano deve rimanere a bordo e i
primi a lasciarla sono i topi.
Si parla della “fuga dei cervelli” e dei giovani che lasciano
l'Italia per cercare lavoro all'estero come di un danno economico
irreparabile per il belpaese, ma anche di una prova di coraggio di
persone che decidono di emigrare per reinventarsi una vita.
Ma c'è anche una visione opposta, la quale dice che queste persone, per lo più giovani,
rinunciano così facendo alla lotta per un paese migliore, e optano
per l'autoesilio. Quale delle due interpretazioni ci sentiremmo di
appoggiare? Semplice: se abbiamo a cuore la sorte di quei giovani, la
prima; se abbiamo a cuore la sorte del nostro paese, la seconda.
Non una bella situazione, come si sarà capito.
lunedì 14 ottobre 2013
10 MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9984
IL VERO DRAMMA DEI "FIGLI DI PAPA'"
(Difficoltà: 3.6/5)
Se c'è una cosa che mi incazzare, sono i "figli di papà", quei fighetti privilegiati che amano esibire sicumera e arroganza da sberle. Ma sono essi veramente degli esseri baciati da Dio? E' tutto oro quello che luccica? Per cominciare, una nota di costume. Al mondo non esistono persone
sicure e persone insicure. Esistono solo persone con il culo coperto
e quelle che non hanno santi in paradiso. Ma, come dicono gli
anglofoni, “non eistono pranzi veramente 'gratis'”. Ogni
vantaggio sociale che uno eredita ha una nemesi.
lunedì 7 ottobre 2013
DELL'ASSURDITA' DEL "COLLEZIONISMO" DI MASSA
(Difficoltà: 4,2/5)
Gli Effetti della "Sopravvivenza Aumentata" sull'Ineguaglianza Sociale e la sua Autopercezione
Il
consumismo, attraverso la creazione dei bisogni accessori, innalza la
soglia di sopravvivenza. Siccome sempre più beni si uniscono a ciò
che definisce il minimo di sopravvivenza, allora si è di fronte a
una “sopravvivenza aumentata”. Non ci basta mangiare, dormire,
abitare, spostarci, comunicare ecc., ma dobbiamo farlo secondo quello
che le sirene del consumismo ci suggeriscono a getto continuo. In una
tale situazione, aumenta il divario fra poveri e ricchi, perché la
spinta verso l'alto della soglia di sopravvivenza coincide con un
abbassamento della soglia di povertà.
domenica 6 ottobre 2013
lunedì 30 settembre 2013
10MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9985
(Difficoltà: 4.6/5)
"ALLORA GLI DAREMO LA BAIONETTA!"
Se c'è una cosa che mi fa incazzare è la guerra. Vorrei trattare qui dell'assurdità e della cieca inutilità di quella pratica umana che chiamiamo guerra. Mi rendo conto che questo è forse un argomento fin troppo dibattuto, ma anche se ritengo di poter forse dire qualcosa di nuovo in proposito, va notato che il ripetere, anche a profusione, qualcosa che è vero, non ha nulla a che fare con la nozione di "luogo comune" e con tutte le sgradevoli sfumature che questo concetto porta con sé. Non c'è nulla di sbagliato nel rischiare di annoiare le persone con dei principi se questi sono riconosciuti in teoria ma dimenticati nella pratica.
lunedì 23 settembre 2013
QUALCOSA DI INTERESSANTE SUL CONCETTO DI PROGRESSO
(Difficoltà: 4,3/5)
Una domanda: è il progresso null'altro che l'insieme delle soluzioni ai problemi che esso stesso ha creato?
A
volte ci vuole coraggio nel rispolverare questioni che sono state messe in naftalina dopo secoli di discussione. Ciò deve essere
particolarmente vero nel caso del concetto di progresso.
Una interpretazione di questo concetto, tra le più interessanti, fu offerta da S. Freud in "Aldilà del principio di piacere ("Jenseits des Lustprinzips", 1920), in cui il fondatore della psicoanalisi esprime l'opinione che l'idea di progresso rappresenti un'illusione, in quanto il progresso altro non fa che offrire soluzioni ai problemi che esso stesso ha creato. La stessa idea si ritorse contro la psicanalisi diverso tempo dopo, a mò di scherzosa nemesi, quando fu espressa l'idea (Woody Allen?) che la psicanalisi altro non sarebbe in realtà che "il problema di cui dice di essere la soluzione."
Una domanda: è il progresso null'altro che l'insieme delle soluzioni ai problemi che esso stesso ha creato?
Una interpretazione di questo concetto, tra le più interessanti, fu offerta da S. Freud in "Aldilà del principio di piacere ("Jenseits des Lustprinzips", 1920), in cui il fondatore della psicoanalisi esprime l'opinione che l'idea di progresso rappresenti un'illusione, in quanto il progresso altro non fa che offrire soluzioni ai problemi che esso stesso ha creato. La stessa idea si ritorse contro la psicanalisi diverso tempo dopo, a mò di scherzosa nemesi, quando fu espressa l'idea (Woody Allen?) che la psicanalisi altro non sarebbe in realtà che "il problema di cui dice di essere la soluzione."
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