lunedì 2 dicembre 2013

LA STORIA DEGLI ITALIANI VISTA DAGLI ITALIANI

(Difficoltà: 4,3/5)

giornalismo
L'offerta di giornalismo nel nostro paese viene incontro a una domanda precisa. Il giornalismo è l'"onda corta della Storia", il resoconto del giorno prima, dove la terra dei fatti è popolata di curiosità, indiscrezioni, morbose frattaglie, opinioni e cazzate di varia natura. 
Si può dire con buone ragioni che la passione per i fatti giornalistici e i talk show politici sono l'antitesi della passione per la Storia. La collocazione della gens italica nella diatriba è chiara come più non potrebbe: gli italiani non sono appassionati di Storia, quanto di storie.

lunedì 25 novembre 2013

ZUPPA DI ZOMBIE: "Thriller 2013"

Michael Jackson

POLITICA ITALIANA: "COMPROMESSI" O "RICATTI"?

(Difficoltà: 3,6/5)

Lo storico "Dalemoni": accordo per la spartizione dell'ItaliaIl compromesso in politica sembra essere non solo una cosa accetta, bensì addirittura auspicabile. Il compromesso viene implicitamente considerato un sintomo di quella pluralità di idee che dimostrerebbero che la politica funziona. E' proprio per far stare assieme tante anime, in modo che ognuna abbia la sua, che si è legittimata la pratica del compromesso. Il compromesso è in ogni democrazia un additivo diluente, un punto d'approdo che accontenta tutti tranne i comuni cittadini.

lunedì 18 novembre 2013

L'UNICO SENSO POSSIBILE PER LA FEDE

Il Boia di Bologna: condannato a otto ergastoli, libero dopo 26 anniSe c'è un senso per la fede religiosa, questa deve emanare dal desiderio di giustizia. La fede che scaturisce dal desiderio di beatitudine eterna e di premio per la buona condotta in vita è strumentale ed egoistica. Il maggior incentivo per la fede dovrebbe improntarsi al ripagamento del senso di giustizia, e questo è un po' il grande assente nel sentire religioso (e per contaminazione, laico) del nostro tempo, troppo compromesso nel concetto di “perdono”.

lunedì 11 novembre 2013

L'ASSE SBIECO DEL MONDO

Atlante porta il mondo sulla groppa
Mentre in altri paesi la legalità è la norma, e ci vuole un certo coraggio per essere disonesti perché si sa di incorrere in pene dure e certe, nel nostro paese vale piuttosto il contrario. Ciò è permesso dai tempi geologici della giustizia e da una legge fatta dai criminali apposta per se stessi.
In linea generale, però, è chiaro che il criminale contraccambia il rischio della galera non solo con un guadagno facile, ma anche con una indiscutibile posizione di vantaggio. Il principio è solo in apparenza scontato: i tutori della legge sono chiamati al rispetto della legge anche quando devono far rispettare la legge.

sabato 2 novembre 2013

CONSIDERAZIONI OGGETTIVE SUL RAZZISMO

(Difficoltà: 4,3/5)


Theodor W. Adorno L'osservazione empirica mi ha portato alla conclusione antropologico-culturale che gli stereotipi su una popolazione si riferiscono alla parte che risiede nelle regioni più a sud di ogni paese. Questa idea trova conferma nella provenienza dei simboli che vengono adottati per esprimere il pregiudizio etnico. Così, per es., l'Italia è canzonata per la pizza, per il mandolino e per la mafia, tutte cose che legano la loro origine alle regioni del sud, come per una certa espansività caratteriale che s'esprimerebbe in ampi gesticolii delle mani. Per la Germania, allo stesso modo, si usano elementi che fanno parte prevalentemente del folklore bavarese: i crauti, la birra, la tenuta da montanaro, l'allegria fanfarona e rumorosa.

lunedì 28 ottobre 2013

"COME E' CAMBIATO LO SPORT". LA MIA SUL DOPING

(Difficoltà: 3,1/5)

Nadal: Tennista o Culturista?
Lo "sport" è diverso dal "gioco". Il calcio - a titolo di esempio - è un "gioco", non propriamente una disciplina sportiva: non richiede doti di atleta e si può giocare anche da piccoli; inoltre, non ha insito il principio e l'obiettivo del superamento dei limiti fisici umani, quale espresso dai concetti di “record” o “miglior tempo”. Il gioco mette in scena il talento nell'utilizzo creativo di uno strumento, come nel caso del pallone per il calcio e per il basket, della racchetta per il tennis e così via.

lunedì 21 ottobre 2013

ZUPPA DI ZOMBIE: "Achtung! Nazi Zombies!"

Achtung! Nazi Zombies!

IL CAPITANO E I TOPI

(Difficoltà: 2,7/5)

I giovani che fuggono all'esteroSe c'è una cosa che quel pusillanime di Schettino ci ha insegnato, è che se la nave sta affondando, il capitano deve rimanere a bordo e i primi a lasciarla sono i topi.
Si parla della “fuga dei cervelli” e dei giovani che lasciano l'Italia per cercare lavoro all'estero come di un danno economico irreparabile per il belpaese, ma anche di una prova di coraggio di persone che decidono di emigrare per reinventarsi una vita. 
Ma c'è anche una visione opposta, la quale dice che queste persone, per lo più giovani, rinunciano così facendo alla lotta per un paese migliore, e optano per l'autoesilio. Quale delle due interpretazioni ci sentiremmo di appoggiare? Semplice: se abbiamo a cuore la sorte di quei giovani, la prima; se abbiamo a cuore la sorte del nostro paese, la seconda. Non una bella situazione, come si sarà capito.

lunedì 14 ottobre 2013

10 MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9984

 IL VERO DRAMMA DEI "FIGLI DI PAPA'"

(Difficoltà: 3.6/5)

MIchel Martone, figlio di papà nonchè il "non plus ultra" del raccomandatismo
Se c'è una cosa che mi incazzare, sono i "figli di papà", quei fighetti privilegiati che amano esibire sicumera e arroganza da sberle. Ma sono essi veramente degli esseri baciati da Dio? E' tutto oro quello che luccica? Per cominciare, una nota di costume. Al mondo non esistono persone sicure e persone insicure. Esistono solo persone con il culo coperto e quelle che non hanno santi in paradiso. Ma, come dicono gli anglofoni, “non eistono pranzi veramente 'gratis'”. Ogni vantaggio sociale che uno eredita ha una nemesi.

lunedì 7 ottobre 2013

DELL'ASSURDITA' DEL "COLLEZIONISMO" DI MASSA

(Difficoltà: 4,2/5)

Gli Effetti della "Sopravvivenza Aumentata" sull'Ineguaglianza Sociale e la sua Autopercezione

Courtesy of: consumehastamorir.com
Il consumismo, attraverso la creazione dei bisogni accessori, innalza la soglia di sopravvivenza. Siccome sempre più beni si uniscono a ciò che definisce il minimo di sopravvivenza, allora si è di fronte a una “sopravvivenza aumentata”. Non ci basta mangiare, dormire, abitare, spostarci, comunicare ecc., ma dobbiamo farlo secondo quello che le sirene del consumismo ci suggeriscono a getto continuo. In una tale situazione, aumenta il divario fra poveri e ricchi, perché la spinta verso l'alto della soglia di sopravvivenza coincide con un abbassamento della soglia di povertà.