sabato 14 novembre 2015

L'AGGETTIVO "PATETICO": USARE CON CAUTELA

(Difficoltà: 2,6/5)

L'aggettivo “patetico” si trova spesso anche nel linguaggio comune, soprattutto – va detto – nella cultura anglosassone. Esso ha però perso ormai il suo tradizionale significato – neutro e privo di caratterizzazione critica – di cosa che “che suscita compassione e commozione o tristezza” (Sabatini-Coletti), per cui si ha una scena patetica, o un romando, o una storia ecc. L'uso più caratteristico è piuttosto quello denigratorio: il “patetico” è la persona che desta imbarazzo e perciò merita commiserazione. E' colui che dimostrerebbe, anche con un solo gesto o parola, di essere un reietto, un fallito, uno sconfitto. Esso è insomma un insulto che pretende di riassumere il senso di una vita: in questo senso, è l'insulto più affrettato, pretestuoso e infondato che si possa proferire o ricevere, perchè ognuno di noi - ciò che si è - è il risultato di vicissitudini che è impossibile per chiunque – anche per noi stessi – sintetizzare in un'espressione senza che qualcosa di essenziale sia lasciato fuori. 

domenica 8 novembre 2015

IL DIAVOLO FUOR DI ALLEGORIA: LA DIPENDENZA

 (Difficoltà: 3,2/5)

La narrativa per bambini, così come quella religiosa (la religione rappresenta, dal punto di vista cultural-antropologico, l'infanzia dell'umanità) è da sempre popolata di figure edulcorate. "Edulcorate" perchè passate attraverso il filtro della trasfigurazione narrativa. Ma proprio per questo anche "drammatizzate", cioè tradotte in una scenografia suggestiva per la mente del bambino o del religioso.

domenica 25 ottobre 2015

DALL'EZIOLOGIA GENETICA DEL CANCRO UNA LEZIONE PER LA VITA

(Difficoltà: 4,2/5)

E' noto che nella casistica del cancro, il fattore genetico pesa solo per un 5-10%: “Solo il 5-10% di tutti i casi di cancro può essere attribuito a difetti genetici […]. Le prove cliniche indicano che di tutte le morti causate dal cancro, quasi il 25-30% sono dovute al tabacco, un 30-35% sono collegabili alla dieta, circa un 15-20% sono causate da infezioni, e la percentuale rimanente è attribuibile ad altri fattori quali le radiazioni, lo stress, l'attività fisica, gli inquinanti ambientali ecc.” (fonte).

domenica 18 ottobre 2015

MANGIATOIA ITALIA: IL GOVERNO AGGIUNGE UN POSTO A TAVOLA PER GLI INSEGNANTI

(Difficoltà: 0,6/5)

"Da oggi un pò meno"
Ci sono mestieri che sono una missione: il medico, il giudice, il poliziotto, l'insegnante. Nessuno costringe chicchessia a intraprendere simili mestieri, gonfi di frustrazioni, insoddisfazioni, tensioni e rischi. Questi lavori mettono chi li abbraccia a contatto con la società vera e, inevitabilmente, con tutti i suoi problemi. Eppure c'è chi li svolge, spesso con abnegazione e reale senso di servizio pubblico.
Forse ancor più della polizia, mi sento di poter dire che la classe degli insegnanti è quella che meno interpreta il suo ruolo come dovrebbe.

domenica 11 ottobre 2015

IL POPOLO ARIANO E L'ARTE DI ANDARE A SBATTERE IL GRUGNO

(Difficoltà: 1,7/5)
Solo un commento sulla proverbiale intelligenza del Popolo Ariano, che non smentisce mai se stesso... Ho commentato qualche giorno fa la furbata dell'“apertura” della Merkel ai profughi siriani: null'altro che un'operazione di propaganda per addolcire l'immagine dei crucchi, pesantemente compromessa dalla spietatezza omicida con cui hanno – di nuovo e a distanza di quasi ottant'anni– molestato e dissanguato il popolo greco, e per favorire l'industria domestica con l'apporto di manodopera a basso costo. Al gesto madreteresiano della matrona germanica era seguito – ma guarda un po' la sorpresa – l'invito all'industria automobilistica tedesca ad assumere i nuovi arrivati.

venerdì 25 settembre 2015

UNA SEMPLICE "CONFUTAZIONE" DELL'OMOFOBIA

(Difficoltà: 3,7/5)
“Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.” Mmmh... e se uno è un masochista? No, questo precetto evangelico non è un granchè. Lo stesso vale per: “Non dire degli altri...”: anche qui, ci vuole qualcosa di più previdente. Una regola per domare la bestia del pregiudizio che alberga in ognuno di noi può risiedere nella seguente massima: “Giudica l'altro per ciò che fa e non per ciò che è.” Ma, si dirà: "Uno che ruba, è poi anche un ladro, no?" Risposta: certo, ma lo è in conseguenza di ciò che fa.

sabato 19 settembre 2015

CUORE DI MADRE

Non leggo il quotidiano della mia città frequentemente: diciamo due volte alla settimana. Qualche giorno fa m'imbatto nel necrologio di un giovane, Michelangelo Rosso Colletti. Il suo nome e il suo viso li ricordo bene: da almeno 25-30 anni il suo necrologio appare ogni anno sulle pagine del quotidiano. Già la prima volta che lo notai – e parlo di 10, forse 15 anni fa - mi colpì il fatto che si trattasse di una foto in bianco e nero tra molte altre foto a colori, e mi colpì il giovane volto che raffigurava. Capii immediatamente che il suo venire a mancare non doveva essere recente, e infatti si trattava della celebrazione dell'anniversario di una morte avvenuta in un tempo lontano, negli anni '80: “XX... Anniversario. Michelangelo Rosso Colletti. Ti penso sempre con tanto amore. Mamma Clara.” L'amore solitario di una madre, dunque, ostinato nei decenni, e che solo la propria morte – e l'auspicato ricongiungimento con il figlio – potrebbe placare. Uno straordinario esempio di affetto, racchiuso in un'immagine in bianco e nero e in un breve messaggio, appena lambito dalle folate di un'epoca intrisa di inutilità e di reciproca indifferenza. Ginestra solitaria sul volto indurito di una costa che fa scivolare verso il basso pensieri, parole e azioni.

domenica 13 settembre 2015

"ERGASTOLO DEL DOLORE"

(Difficoltà: 0,9/5)

"Madre Merkel, la ParaCulona"
In Italia, l'unica certezza della pena è quella dei familiari delle vittime di ingiustizie: un "ergastolo del dolore" che si alimenta dell'incertezza della pena per il reprobo e di una sostanziale impunità che non manca mai di applicarsi ormai a tutto lo spettro criminologico. La prescrizione del crimine, che non si nega ormai a nessuno, è la condanna definitiva della vittima, che mai si vedrà ottener giustizia. L'ultimo abuso è quello dell'assassino Giovanni Scattone, "premiato" con una condanna definitiva a 5 miserabili anni e con una cattedra a tempo indeterminato in una scuola superiore.

domenica 6 settembre 2015

10MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9976

(Difficoltà: 1/2)
 VA IN ONDA LA PORNOGRAFIA DEL DOLORE
"Un bel piantino per l'audience, signora?"
Si dice spesso che, di fronte al dolore, più di tante parole può il silenzio. La televisione ha un modo tutto personale di interpretare questa massima, in quella che viene definita, in maniera giustamente spregiativa, “tv del dolore”. La strategia è semplice: si prende una persona che ha vissuto un forte trauma (un familiare ucciso, una casa distrutta dal terremoto, la disoccupazione), le si fa una domanda e le si piazza il microfono in bocca attendendo la risposta, il tutto a favore di telecamera, con un primo piano inesorabile dell'intervistato. Ottenuta la risposta, si valuta il grado di drammaticità della stessa, soprattutto per come può essere percepita dal telespettatore, e se è quello giusto, si rimane immobili e silenti per diversi secondi, microfono in mano, quasi come per suggere vampirescamente dal silenzio e dall'espressione addolorata dell'intervistato -che da quella pausa trarrà occasione per riflettere su quanto appena detto, con inevitabile ulteriore struggimento– linfa da tradurre in ascolti. 

domenica 30 agosto 2015

DOVE SONO LE "QUOTE AZZURRE"? IL VERO SCANDALO DELLA SCUOLA ITALIANA

(Difficoltà: 2,3/5)

Si fa un gran parlare di “quote rosa” (nemmeno più tanto, visto il miserevole spettacolo offerto negli ultimi anni da coloro che ne hanno beneficiato). Tutto è nato dalla (e in gran parte rimasto nella) politica, nel tentativo, da parte dei partiti, di raggranellare qualche grumo di voti tra l'elettorato femminile (come se le donne fossero tutte femministe e fossero incapaci di provare una giusta riprovazione per colleghe di genere catapultate, senza alcun tipo di requisito o virtù, in posti da 15 mila euro al mese) o tra qualche cuore dolente della Sinistra (o di quella cosa merdiforme che in questo Paese si fa chiamare tale).

domenica 23 agosto 2015

INTELLIGENZA ED ESPERIENZA: UNA PICCOLA RIFLESSIONE

(Difficoltà: 2,1/5)

"Persona intelligente. Ma solo a giudicare dalla lavagna"
E abbastanza comune equivocare l'esperienza per intelligenza. Ognuno di noi ha un “repertorio” di esperienze da cui attingere per risolvere alcuni problemi pratici o cognitivi in maniera relativamente veloce. E' chiaro come la velocità nella risoluzione di un problema non ha - quasi mai  - a che fare con un maggiore o minore livello d'intelligenza: hanno molto più peso fattori emotivi come la motivazione, lo stato di benessere psico-fisico, il livello di freschezza mentale, che possono dipendere da molte cose. Soprattutto, pesa la trascorsa esperienza con problemi simili o equivalenti. L'essenziale è l'effettiva comprensione del concetto (o situazione) e il fatto che si arrivi a risolvere il problema, indipendentemente dal tempo che ci si impieghi. La prontezza, infatti, può derivare dal fatto che si è incontrata la stessa situazione o problema precedentemente e si può ora pescare dal repertorio della memoria a lungo termine la chiave di lettura che porta alla risoluzione, anche a dispetto di variazioni minime. E anche una certa freschezza mentale, che può accelerare il processo, aiuta.