martedì 14 agosto 2018

SUL FALSO "ATTIVISMO". IL VERO CAMBIAMENTO E' QUELLO CHE PARTE DALLA PROPRIA VITA


(Difficoltà: 4.2/5)


Userei il termine “vecchiezza” per distinguerlo da quello di “vecchiaia”. Questa è la senescenza del corpo, quindi l’invecchiamento fisiologico, mentre la prima può considerarsi la senescenza dello spirito, che come tale può benissimo riguardare anche i giovani.
Dei sintomi della vecchiaia già sappiamo. Uno dei più grandi sintomi della vecchiezza – anche in un corpo sano e prestante – è invece la scarsa propensione al cambiamento. Di più: l’arrendevolezza alla sensazione che nulla possa cambiare, che ogni sforzo per il cambiamento sarebbe inutile.

martedì 24 luglio 2018

10MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9971

 "PALCHISMO" E SIMULAZIONE NEL CALCIO: QUANDO IL GIOCO SI FA DOMINO...

 (Difficoltà: .1,3/5)

Guardando l’ultimo Mondiale di calcio, è stato impossibile non accorgersi di un fatto: il calcio è diventato uno sport per fighette. Naturalmente, il calcio di per sé non lo sarebbe: la posta in gioco è alta e in campo i giocatori si menano, ci sono interventi scavezzacollo, e gli esempi di infortuni anche gravi si sprecano. 

Ma proprio perché la posta in gioco è alta, la simulazione e il palchismo hanno trovato nel calcio contemporaneo sempre più posto. In questo Mondiale, dove la posta in gioco - come in ogni Mondiale - è la più alta, tutto questo è apparso alla luce del sole: giocatori che crollavano a terra al minimo tocco come colpiti da un colpo di fucile, e le smorfie di incommensurabile quanto finto dolore che si dipingeva sui loro volti. Se prestiamo ben attenzione a certe situazioni, notiamo come il giocatore-attore, caduto (è proprio il caso di dire) in disgrazia, trovi il tempo di dimenticarsi delle proprie intollerabili sofferenze per guardare – di sbieco e di sguincio – l’arbitro, per vedere se la sua simulazione ha avuto effetto e l’avversario è stato ammonito o altro.

sabato 3 febbraio 2018

LO STUPRO DEL GIORNO DELLA MEMORIA SERVITO ALLE NUOVE GENERAZIONI: L'ULTIMO CONFINE DELLA DEMONIZZAZIONE DELLO STATO EBRAICO A OPERA DELLA SINISTRA PALESTINISTA PIU' INFAME

Denuncia di un fatto infame e sconcertante.

Sono un insegnante di scuola primaria. In occasione della Giornata della Memoria, ho preparato una lezione di due ore sulla Shoah, e sono andato alla ricerca di risorse. Ne ho trovata una in un pdf di “Orizzonte Scuola" intitolato:“Giornata della Memoria. Per non dimenticare e liberare il nostro ‘mai più’”. Purtroppo, non l’avevo letto fino alla fine prima di presentarlo – proiettato su uno schermo – ai miei alunni. A prima vista e a una veloce scorsa, mi era sembrato adeguato.
Arrivati alle ultime due slide, però, lo sconcerto e il disgusto:
  • nella penultima slide, un’immagine del Sudafrica. E fin qui poco male, a parte la dubbia attinenza (il razzismo contro i neri non è accostabile a quello contro gli ebrei perché non ebbe mai finalità di genocidio, ma di sfruttamento schiavistico);
  • Nell’ultima e "dulcis in fundo", subito dopo, un’immagine di Israele, su cui campeggia la tragicomica scritta “Avanzi di Palestina nella morsa di Israele”.
A quel punto ho dovuto cambiare in fretta slide, per evitare che i miei alunni fossero esposti a tale merda propagandistica.

domenica 19 novembre 2017

AFORISMI BELLI/2

 (Difficoltà: 3,1/5)

AFORISMI BELLI/2


Nella mia vita, ho avuto un sacco di esperienze. E ho un sacco di tatuaggi che lo possono dimostrare.

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Confondere la cultura con il nozionismo equivale a confondere l'intelligenza con la memoria.

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Sono talmente innamorato dei gatti da dovermi costantemente ricordare che non tutto quello che funziona con i gatti funziona anche con le donne.

domenica 12 novembre 2017

PASOLINI: "CI SI DROGA PER MANCANZA DI CULTURA". UNA RIFLESSIONE SUL SENSO DELLA VITA

(Difficoltà: 4,4/5)

Pasolini ebbe a dire che la gente "si droga per mancanza di cultura." (1) E', questa, una affermazione che mi ha sempre affascinato, un po' come accade con quelle verità tanto semplici e apparentemente scontate da risultare esplosive quando poi qualcuno si decide a tirarle fuori. Si è sempre detto che i giovani "si drogano perché sentono un vuoto dentro di loro". La frase di Pasolini dà un nome a questo vuoto.


La Droga: Mondo Primitivo e Mondo Moderno

Si ricava, dal breve scritto di Pasolini, che nei rituali magici dei primitivi (nei quali non a caso si fa regolare uso di droghe allucinogene) ci si droga per riempire un vuoto. Nei primitivi il vuoto è determinato dalla presenza della natura, le cui leggi rimangono un mistero: attraverso la religione e la magia - mai separabili - si cerca di spiegarsi i fenomeni naturali e di intervenire dominandoli. Nel mondo moderno, questo ruolo della natura è preso dalla società (dei consumi), un moloch che lascia l'individuo solo con se stesso, alienato e incapace di comprendere il perché del suo malessere, il perché del suo vuoto interiore. Si cerca allora di riempire questo vuoto con la droga.

sabato 4 novembre 2017

AFORISMI BELLI/1

 (Difficoltà: 3,1/5)

AFORISMI BELLI/1

Gli aforismi sono, caratteristicamente, l'embrione di scritti più ampi, ovvero idee o abbozzi per qualcosa di più compiuto che non si è avuto la voglia o la possibilità di realizzare. Contrariamente a quanto si pensa, difficilmente essi nascono come tali (come su un autore si mettesse lì e dicesse: "Oggi inizio un libro di aforismi"), bensì sono di solito idee messe in scritto in tutta fretta per paura di dimenticarle, con la riserva di riprenderle in un secondo tempo per dar loro corpo.
 
Ecco qui una raccoltina di miei aforismi


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Nell'arte e nella letteratura, la tragedia è universalmente considerata un genere superiore alla commedia perché si riferisce a qualcosa di eterno e immutabile: la sofferenza umana. Ciò che fa ridere, per contro, cambia con il tempo: è una moda.

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Chi non ride mai mi insospettisce: cos'ha da non ridere?

lunedì 23 ottobre 2017

10MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9972

 (Difficoltà: 3,6/5)

LA VOCE NARRANTE NEI FILM

"Maledetto il giorno che t'ho incontrato" (1992)
Una cosa che odio sono quei film dove c'è la voce narrante. Parlo di film come “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”, di Verdone.
Non so ben spiegarmi il senso di questo mio tarlo. Forse considero questo espediente un trucco di bassa lega del regista per risparmiarsi la fatica – nell'impiego caratteristico della voce narrante, che è quello di introduzione alla storia o ai personaggi - di "creare un mondo" che “collochi” gli interpreti, presentandoli al pubblico e definendoli. E' più semplice introdurre l'intera storia con un “Tizio è un giornalista innamorato di Tizia, la caporedattrice del giornali in cui lavora. Tizio vorrebbe proporsi, ma ha due difetti caratteriali: è un pigro e un pavido” ecc.; più arduo sarebbe invece elaborare una serie di "antefatti" della narrazione – in forma di eventi e dialoghi - che siano abbastanza densi da essere al contempo esaustivi e sintetici e non portare via troppo tempo al resto del film.
Ma questo è, apparentemente, un dono che non molti registi hanno, e che parla della qualità dal lato della sceneggiatura.

domenica 15 ottobre 2017

10MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9973

(Difficoltà: 2,6/5) 



“NON MI PIACE IL TUO TONO”, OVVERO: COME LE EDUCANDE-FIGHETTE DEL POLITICALLY CORRECT CERCANO DI SOPPRIMERE LA DISCUSSIONE

Quando qualcuno ti attacca sul tono, lo fa perché ha perso il confronto sui contenuti.” 
(Douglas Murray)

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Fonte: Consiglio d'Europa
Se c'è una cosa che mi fa incazzare è quando, durante una discussione, l'interlocutore - evidentemente a corto di argomenti ma ben deciso a sostenere la sua visione ideologicamente distorta sul tema - si rifugia nella questione del tono, dicendo qualcosa del tipo: “Il tuo tono è inaccettabile”, o “Se usi questo tono passi in ogni caso dalla parte del torto”, o la classica “C'è modo e modo”.

domenica 1 ottobre 2017

10MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9974

(Difficoltà: 3.6/5)

STUDIO DELLA LINGUACCIA ITALIANA: L'Uso del Congiuntivo Imperfetto Come Imperativo


Maurizio Gasparri
Se c'è una cosa che fa incazzare il purista dell'Italiano in me, è l'uso del congiuntivo imperfetto come imperativo. Sapete, quando un politico (perché di solito sono i politici che lo fanno) dice per esempio: “Si facesse da parte e lasciasse il posto a qualcun altro” invece di: “Si faccia da parte e lasci il posto a qualcun altro”. Come ci segnala la Crusca, questo è un costrutto in voga al centro-sud, ma che gode di una certa diffusione anche dalla Toscana in su. 
L'imperativo ha solo il tempo presente e due forme, quella della seconda persona singolare e quella della prima plurale (“Vattene!”, “Andatevene!”). Per tutte le altre persona - tranne ovviamente la prima, che è inesistente- esso prende in prestito le forme del congiuntivo presente: "Se ne vadano!". Se si utilizza il congiuntivo imperfetto al posto del presente, se ne fa un uso scorretto dal punto di vista grammaticale.

mercoledì 23 agosto 2017

FLASH-POST: "Coincidenze, coincidenze..."

(Difficoltà: 1,2/5)

Barbara Pontecorvo
A fine febbraio, inviai una lunga lettera (pubblicata anche su Cemento Mori), con tanto di ricevuta a/r, al direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, nella quale gli facevo notare la evidentissima virata a Sinistra del suo giornale, e l'ignorante e calunniosa arroganza di molti dei suoi blogger e "giornalisti" afferenti a quell'area politica.
Contestualmente, gli facevo notare la pregiudiziale anti-ebraica (come al solito, vigliaccamente nascosta dietro il camuffamento secondo-novecentesco dell'antisemitismo classico: l'"antisionismo"), della linea del giornale, specialmente come è ovvio in riferimento al dossier mediorientale.

domenica 6 agosto 2017

IL VERO PROFONDO MOTIVO DELL'AUTODISTRUZIONE DELL'EUROPA ATTRAVERSO LA SUA ISLAMIZZAZIONE

(Difficoltà: 2,2/5)

Terrorismo palestinese in Amburgo
Notizia del 28 luglio scorso: in Amburgo, Germania, un terrorista islamico è entrato in un supermercato e ha cominciato ad accoltellare la gente, ammazzando una persona e ferendone altre sei. Egli è stato poi tenuto "sotto controllo" da dei coraggiosi passanti fino all'arrivo della polizia.
Si tratta di un nativo degli Emirati Arabi, ma anche a tutti gli effetti di un palestinese.