(Difficoltà: 4,5)
mercoledì 6 luglio 2016
L'ARTE DI CHRISTO: IL TALENTO DEL CAPITALE
domenica 26 giugno 2016
I SERVO-MEDIA PROPRIO NON VOGLIONO MOLLARE: STUPIDARIO GIORNALISTICO NEL POST-BREXIT
(Difficoltà: 3/7)
Butterò giù qui un paio di
osservazioni a proposito delle reazioni giornalistiche all'uscita
della GB dall'Unione europea. L'elenco non è esaustivo: quando si
parla dei media del regime euro-tedesco, i confini della menzogna
sembrano allargarsi in maniera inversamente proporzionale a quelli
dell'Unione. Se ne avrò voglia, lo aggiornerò.
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| "Li batteremo ancora. Lo stiamo già facendo" |
Vecchi contro giovani? No: la vera
contrapposizione è tra economia reale ed economia del nulla
I media hanno qui
buon gioco nel portare acqua al proprio mulino, o meglio a quello di
coloro che servono: l'assist della solita vecchia diatriba tra il
nuovo e vecchio, tra i “cambiatori” e i conservatori, tra quelli
che guardano a un futuro fatto di autostrade nella troposfera e i
nostalgici del protettorato di Cromwell, è offerto loro dal dato apparentemente incontestabile della distribuzione demografica del voto, che parla di
una supremazia del “leave” solo a partire dalla fascia dei
cinquantenni.
Ma, a dispetto
delle apparenze - e secondo una lettura che mi pare, tra le molte, una delle più cogenti per i tempi in cui viviamo - non si tratta in realtà della contrapposizione tra
vecchi e giovani, quanto di quella tra economia reale ed economia
“del nulla”.
mercoledì 22 giugno 2016
L'EURO-DITTATURA PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO
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| "A colpo sicuro!" |
(Difficoltà: 0,9/5)
Jo Cox è morta. Chi? Certo, nessuno la conosceva al di fuori del Regno Unito, ma ora la conoscono tutti come una brava persona, che si spendeva per fare del mondo “un posto migliore dove vivere”. E ci mancherebbe che non avessero scelto una brava persona, tutta Parlamento, ideali e famiglia, da immolare alle ragioni del “Remain” nella campagna sull'uscita della GB dalla UE!
Jo Cox è morta. Chi? Certo, nessuno la conosceva al di fuori del Regno Unito, ma ora la conoscono tutti come una brava persona, che si spendeva per fare del mondo “un posto migliore dove vivere”. E ci mancherebbe che non avessero scelto una brava persona, tutta Parlamento, ideali e famiglia, da immolare alle ragioni del “Remain” nella campagna sull'uscita della GB dalla UE!
Perché mi sembra chiaro che il
tempismo di questo omicidio è particolarmente sospetto. E tutt'altro
che scevro da precedenti. Senza scomodare eventi troppo lontani,
basta rivolgersi a un esempio molto simile, anzi specchiato:
l'omicidio della ministra svedese Anna Lindh nel
2003. La posta in palio era l'ingresso della Svezia nell'euro, del
quale la ministra in questione era una fervente sostenitrice.
martedì 17 novembre 2015
"SVENTURATA LA TERRA CHE HA BISOGNO DI EROI": ELOGIO DELLA NORMALITA'
(Difficoltà: 1,7/)
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| Berlutman e Ronzin, "uomini forti" alleati fino alla morte |
“Sventurata la terra che ha bisogno
di eroi”, fa dire Brecht a Galileo Galilei. Anche perchè i veri
eroi sono merce rara, e se una nazione ne ha bisogno ma non ne
possiede, se li crea. Quello che non è chiaro in particolar modo
agli italiani, sempre febbrilmente alla ricerca dell'uomo forte a cui
affidare il proprio destino, è che uno Stato ha soprattutto bisogno
di normalità. E per ritornare alla normalità non basta nient'altro
che un'idea di politica come “servizio al cittadino”. Se un
leader politico non è in grado di servire lo Stato e la
collettività, deve ritirarsi, non importa se capace ma debole o disonesto, o se
forte ma incapace o disonesto.
sabato 14 novembre 2015
L'AGGETTIVO "PATETICO": USARE CON CAUTELA
(Difficoltà: 2,6/5)
L'aggettivo “patetico” si trova
spesso anche nel linguaggio comune, soprattutto – va detto –
nella cultura anglosassone. Esso ha però perso ormai il suo tradizionale
significato – neutro e privo di caratterizzazione critica – di
cosa che “che suscita compassione e commozione o tristezza”
(Sabatini-Coletti), per cui si ha una scena patetica, o un romando,
o una storia ecc. L'uso più caratteristico è piuttosto quello
denigratorio: il “patetico” è la persona che desta imbarazzo e
perciò merita commiserazione. E' colui che dimostrerebbe, anche con
un solo gesto o parola, di essere un reietto, un fallito, uno
sconfitto. Esso è insomma un insulto che pretende di riassumere il
senso di una vita: in questo senso, è l'insulto più affrettato,
pretestuoso e infondato che si possa proferire o ricevere, perchè
ognuno di noi - ciò che si è - è il risultato di vicissitudini che
è impossibile per chiunque – anche per noi stessi – sintetizzare
in un'espressione senza che qualcosa di essenziale sia lasciato
fuori.
domenica 8 novembre 2015
IL DIAVOLO FUOR DI ALLEGORIA: LA DIPENDENZA
(Difficoltà: 3,2/5)
La narrativa per bambini, così come quella religiosa
(la religione rappresenta, dal punto di vista cultural-antropologico,
l'infanzia dell'umanità) è da sempre popolata di figure edulcorate.
"Edulcorate" perchè passate attraverso il filtro
della trasfigurazione narrativa. Ma proprio per questo anche
"drammatizzate", cioè tradotte in una scenografia
suggestiva per la mente del bambino o del religioso.
domenica 25 ottobre 2015
DALL'EZIOLOGIA GENETICA DEL CANCRO UNA LEZIONE PER LA VITA
(Difficoltà: 4,2/5)
E' noto che nella casistica del cancro,
il fattore genetico pesa solo per un 5-10%: “Solo il 5-10% di tutti
i casi di cancro può essere attribuito a difetti genetici […]. Le
prove cliniche indicano che di tutte le morti causate dal cancro,
quasi il 25-30% sono dovute al tabacco, un 30-35% sono collegabili
alla dieta, circa un 15-20% sono causate da infezioni, e la
percentuale rimanente è attribuibile ad altri fattori quali le
radiazioni, lo stress, l'attività fisica, gli inquinanti ambientali
ecc.” (fonte).
domenica 18 ottobre 2015
MANGIATOIA ITALIA: IL GOVERNO AGGIUNGE UN POSTO A TAVOLA PER GLI INSEGNANTI
(Difficoltà: 0,6/5)
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| "Da oggi un pò meno" |
Ci sono mestieri che sono una missione:
il medico, il giudice, il poliziotto, l'insegnante. Nessuno costringe
chicchessia a intraprendere simili mestieri, gonfi di frustrazioni,
insoddisfazioni, tensioni e rischi. Questi lavori mettono chi li
abbraccia a contatto con la società vera e, inevitabilmente, con
tutti i suoi problemi. Eppure c'è chi li svolge, spesso con
abnegazione e reale senso di servizio pubblico.
Forse ancor più della polizia, mi sento
di poter dire che la classe degli insegnanti è quella che meno
interpreta il suo ruolo come dovrebbe.
domenica 11 ottobre 2015
IL POPOLO ARIANO E L'ARTE DI ANDARE A SBATTERE IL GRUGNO
(Difficoltà: 1,7/5)
Solo un commento sulla proverbiale
intelligenza del Popolo Ariano, che non smentisce mai se stesso... Ho
commentato qualche giorno fa la furbata dell'“apertura”
della Merkel ai profughi siriani: null'altro che un'operazione di
propaganda per addolcire l'immagine dei crucchi, pesantemente
compromessa dalla spietatezza omicida con cui hanno – di nuovo e a
distanza di quasi ottant'anni– molestato e dissanguato il popolo
greco, e per favorire l'industria domestica con l'apporto di
manodopera a basso costo. Al gesto madreteresiano della matrona
germanica era seguito – ma guarda un po' la sorpresa – l'invito all'industria automobilistica tedesca ad assumere i nuovi arrivati.
venerdì 25 settembre 2015
UNA SEMPLICE "CONFUTAZIONE" DELL'OMOFOBIA
(Difficoltà: 3,7/5)
“Non fare agli altri ciò che non
vorresti fosse fatto a te.” Mmmh... e se uno è un masochista? No,
questo precetto evangelico non è un granchè. Lo stesso vale per:
“Non dire degli altri...”: anche qui, ci vuole qualcosa di più
previdente. Una regola per domare la bestia del pregiudizio che
alberga in ognuno di noi può risiedere nella seguente massima:
“Giudica l'altro per ciò che fa e non per ciò che è.” Ma, si
dirà: "Uno che ruba, è poi anche un ladro, no?" Risposta:
certo, ma lo è in conseguenza di ciò che fa.
sabato 19 settembre 2015
CUORE DI MADRE
Non leggo il quotidiano della mia città
frequentemente: diciamo due volte alla settimana. Qualche giorno fa m'imbatto nel necrologio di un giovane, Michelangelo Rosso
Colletti. Il suo nome e il suo viso li ricordo bene: da almeno 25-30 anni il suo necrologio appare ogni anno sulle pagine del quotidiano. Già la prima
volta che lo notai – e parlo di 10, forse 15 anni fa - mi colpì il
fatto che si trattasse di una foto in bianco e nero tra molte altre
foto a colori, e mi colpì il giovane volto che raffigurava. Capii immediatamente che il suo venire a mancare non
doveva essere recente, e infatti si trattava della celebrazione
dell'anniversario di una morte avvenuta in un tempo lontano, negli anni
'80: “XX... Anniversario. Michelangelo Rosso Colletti. Ti penso
sempre con tanto amore. Mamma Clara.” L'amore solitario di una
madre, dunque, ostinato nei decenni, e che solo la propria morte –
e l'auspicato ricongiungimento con il figlio – potrebbe placare. Uno
straordinario esempio di affetto, racchiuso in un'immagine
in bianco e nero e in un breve messaggio, appena lambito dalle folate
di un'epoca intrisa di inutilità e di reciproca indifferenza.
Ginestra solitaria sul volto indurito di una costa che fa scivolare
verso il basso pensieri, parole e azioni.
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