mercoledì 6 luglio 2016

L'ARTE DI CHRISTO: IL TALENTO DEL CAPITALE

Le "floating piers" sul Lago d'Iseo
(Difficoltà: 4,5)

L'arte di Christo (una specie di Land Art) è un'arte-evento. Da una parte, essa sembrerebbe esprimere la caducità del prodotto artistico, che s'inscrive pur sempre nel mondo e quindi soggiace al carattere perituro dell'esistente, tanto più se questo mondo è un frenetico succedersi di mode in una società iper-consumistica. L'eternità dell'opera d'arte è così un'illusione: il massimo a cui l'opera d'arte possa aspirare è un'installazione nel museo, a testimoniare un periodo di vitalità passata. Ma – qui il punto – come la vita – per quanto effervescente – lascia il posto alla morte, così la vitalità culturale dell'opera d'arte lascia il posto al magone della nostalgia storicistica. La presenza dell'oggetto d'arte nel museo lo costituisce a oggetto di una siffatta contemplazione, e ciò proprio nel momento in cui ne sancisce la solenne consacrazione di fronte allo spirito della Storia: se il cesso di Duchamp non stesse in un museo, esso apparirebbe come un qualunque pisciatoio, ma almeno manterrebbe la sua vitalità – seppur triviale - di oggetto d'uso quotidiano.

domenica 26 giugno 2016

I SERVO-MEDIA PROPRIO NON VOGLIONO MOLLARE: STUPIDARIO GIORNALISTICO NEL POST-BREXIT

(Difficoltà: 3/7)

courtesy of "opendemocracy.net"
"Li batteremo ancora. Lo stiamo già facendo"
Butterò giù qui un paio di osservazioni a proposito delle reazioni giornalistiche all'uscita della GB dall'Unione europea. L'elenco non è esaustivo: quando si parla dei media del regime euro-tedesco, i confini della menzogna sembrano allargarsi in maniera inversamente proporzionale a quelli dell'Unione. Se ne avrò voglia, lo aggiornerò.


Vecchi contro giovani? No: la vera contrapposizione è tra economia reale ed economia del nulla

I media hanno qui buon gioco nel portare acqua al proprio mulino, o meglio a quello di coloro che servono: l'assist della solita vecchia diatriba tra il nuovo e vecchio, tra i “cambiatori” e i conservatori, tra quelli che guardano a un futuro fatto di autostrade nella troposfera e i nostalgici del protettorato di Cromwell, è offerto loro dal dato apparentemente incontestabile della distribuzione demografica del voto, che parla di una supremazia del “leave” solo a partire dalla fascia dei cinquantenni.
Ma, a dispetto delle apparenze - e secondo una lettura che mi pare, tra le molte, una delle più cogenti per i tempi in cui viviamo - non si tratta in realtà della contrapposizione tra vecchi e giovani, quanto di quella tra economia reale ed economia “del nulla”.

mercoledì 22 giugno 2016

L'EURO-DITTATURA PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

"A colpo sicuro!"
(Difficoltà: 0,9/5)
Jo Cox è morta. Chi? Certo, nessuno la conosceva al di fuori del Regno Unito, ma ora la conoscono tutti come una brava persona, che si spendeva per fare del mondo “un posto migliore dove vivere”. E ci mancherebbe che non avessero scelto una brava persona, tutta Parlamento, ideali e famiglia, da immolare alle ragioni del “Remain” nella campagna sull'uscita della GB dalla UE!
Perché mi sembra chiaro che il tempismo di questo omicidio è particolarmente sospetto. E tutt'altro che scevro da precedenti. Senza scomodare eventi troppo lontani, basta rivolgersi a un esempio molto simile, anzi specchiato: l'omicidio della ministra svedese Anna Lindh nel 2003. La posta in palio era l'ingresso della Svezia nell'euro, del quale la ministra in questione era una fervente sostenitrice.

martedì 17 novembre 2015

"SVENTURATA LA TERRA CHE HA BISOGNO DI EROI": ELOGIO DELLA NORMALITA'

(Difficoltà: 1,7/)

Berlutman e Ronzin, "uomini forti" alleati fino alla morte
Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”, fa dire Brecht a Galileo Galilei. Anche perchè i veri eroi sono merce rara, e se una nazione ne ha bisogno ma non ne possiede, se li crea. Quello che non è chiaro in particolar modo agli italiani, sempre febbrilmente alla ricerca dell'uomo forte a cui affidare il proprio destino, è che uno Stato ha soprattutto bisogno di normalità. E per ritornare alla normalità non basta nient'altro che un'idea di politica come “servizio al cittadino”. Se un leader politico non è in grado di servire lo Stato e la collettività, deve ritirarsi, non importa se capace ma debole o disonesto, o se forte ma incapace o disonesto.

sabato 14 novembre 2015

L'AGGETTIVO "PATETICO": USARE CON CAUTELA

(Difficoltà: 2,6/5)

L'aggettivo “patetico” si trova spesso anche nel linguaggio comune, soprattutto – va detto – nella cultura anglosassone. Esso ha però perso ormai il suo tradizionale significato – neutro e privo di caratterizzazione critica – di cosa che “che suscita compassione e commozione o tristezza” (Sabatini-Coletti), per cui si ha una scena patetica, o un romando, o una storia ecc. L'uso più caratteristico è piuttosto quello denigratorio: il “patetico” è la persona che desta imbarazzo e perciò merita commiserazione. E' colui che dimostrerebbe, anche con un solo gesto o parola, di essere un reietto, un fallito, uno sconfitto. Esso è insomma un insulto che pretende di riassumere il senso di una vita: in questo senso, è l'insulto più affrettato, pretestuoso e infondato che si possa proferire o ricevere, perchè ognuno di noi - ciò che si è - è il risultato di vicissitudini che è impossibile per chiunque – anche per noi stessi – sintetizzare in un'espressione senza che qualcosa di essenziale sia lasciato fuori. 

domenica 8 novembre 2015

IL DIAVOLO FUOR DI ALLEGORIA: LA DIPENDENZA

 (Difficoltà: 3,2/5)

La narrativa per bambini, così come quella religiosa (la religione rappresenta, dal punto di vista cultural-antropologico, l'infanzia dell'umanità) è da sempre popolata di figure edulcorate. "Edulcorate" perchè passate attraverso il filtro della trasfigurazione narrativa. Ma proprio per questo anche "drammatizzate", cioè tradotte in una scenografia suggestiva per la mente del bambino o del religioso.

domenica 25 ottobre 2015

DALL'EZIOLOGIA GENETICA DEL CANCRO UNA LEZIONE PER LA VITA

(Difficoltà: 4,2/5)

E' noto che nella casistica del cancro, il fattore genetico pesa solo per un 5-10%: “Solo il 5-10% di tutti i casi di cancro può essere attribuito a difetti genetici […]. Le prove cliniche indicano che di tutte le morti causate dal cancro, quasi il 25-30% sono dovute al tabacco, un 30-35% sono collegabili alla dieta, circa un 15-20% sono causate da infezioni, e la percentuale rimanente è attribuibile ad altri fattori quali le radiazioni, lo stress, l'attività fisica, gli inquinanti ambientali ecc.” (fonte).

domenica 18 ottobre 2015

MANGIATOIA ITALIA: IL GOVERNO AGGIUNGE UN POSTO A TAVOLA PER GLI INSEGNANTI

(Difficoltà: 0,6/5)

"Da oggi un pò meno"
Ci sono mestieri che sono una missione: il medico, il giudice, il poliziotto, l'insegnante. Nessuno costringe chicchessia a intraprendere simili mestieri, gonfi di frustrazioni, insoddisfazioni, tensioni e rischi. Questi lavori mettono chi li abbraccia a contatto con la società vera e, inevitabilmente, con tutti i suoi problemi. Eppure c'è chi li svolge, spesso con abnegazione e reale senso di servizio pubblico.
Forse ancor più della polizia, mi sento di poter dire che la classe degli insegnanti è quella che meno interpreta il suo ruolo come dovrebbe.

domenica 11 ottobre 2015

IL POPOLO ARIANO E L'ARTE DI ANDARE A SBATTERE IL GRUGNO

(Difficoltà: 1,7/5)
Solo un commento sulla proverbiale intelligenza del Popolo Ariano, che non smentisce mai se stesso... Ho commentato qualche giorno fa la furbata dell'“apertura” della Merkel ai profughi siriani: null'altro che un'operazione di propaganda per addolcire l'immagine dei crucchi, pesantemente compromessa dalla spietatezza omicida con cui hanno – di nuovo e a distanza di quasi ottant'anni– molestato e dissanguato il popolo greco, e per favorire l'industria domestica con l'apporto di manodopera a basso costo. Al gesto madreteresiano della matrona germanica era seguito – ma guarda un po' la sorpresa – l'invito all'industria automobilistica tedesca ad assumere i nuovi arrivati.

venerdì 25 settembre 2015

UNA SEMPLICE "CONFUTAZIONE" DELL'OMOFOBIA

(Difficoltà: 3,7/5)
“Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.” Mmmh... e se uno è un masochista? No, questo precetto evangelico non è un granchè. Lo stesso vale per: “Non dire degli altri...”: anche qui, ci vuole qualcosa di più previdente. Una regola per domare la bestia del pregiudizio che alberga in ognuno di noi può risiedere nella seguente massima: “Giudica l'altro per ciò che fa e non per ciò che è.” Ma, si dirà: "Uno che ruba, è poi anche un ladro, no?" Risposta: certo, ma lo è in conseguenza di ciò che fa.

sabato 19 settembre 2015

CUORE DI MADRE

Non leggo il quotidiano della mia città frequentemente: diciamo due volte alla settimana. Qualche giorno fa m'imbatto nel necrologio di un giovane, Michelangelo Rosso Colletti. Il suo nome e il suo viso li ricordo bene: da almeno 25-30 anni il suo necrologio appare ogni anno sulle pagine del quotidiano. Già la prima volta che lo notai – e parlo di 10, forse 15 anni fa - mi colpì il fatto che si trattasse di una foto in bianco e nero tra molte altre foto a colori, e mi colpì il giovane volto che raffigurava. Capii immediatamente che il suo venire a mancare non doveva essere recente, e infatti si trattava della celebrazione dell'anniversario di una morte avvenuta in un tempo lontano, negli anni '80: “XX... Anniversario. Michelangelo Rosso Colletti. Ti penso sempre con tanto amore. Mamma Clara.” L'amore solitario di una madre, dunque, ostinato nei decenni, e che solo la propria morte – e l'auspicato ricongiungimento con il figlio – potrebbe placare. Uno straordinario esempio di affetto, racchiuso in un'immagine in bianco e nero e in un breve messaggio, appena lambito dalle folate di un'epoca intrisa di inutilità e di reciproca indifferenza. Ginestra solitaria sul volto indurito di una costa che fa scivolare verso il basso pensieri, parole e azioni.