Non leggo il quotidiano della mia città
frequentemente: diciamo due volte alla settimana. Qualche giorno fa m'imbatto nel necrologio di un giovane, Michelangelo Rosso
Colletti. Il suo nome e il suo viso li ricordo bene: da almeno 25-30 anni il suo necrologio appare ogni anno sulle pagine del quotidiano. Già la prima
volta che lo notai – e parlo di 10, forse 15 anni fa - mi colpì il
fatto che si trattasse di una foto in bianco e nero tra molte altre
foto a colori, e mi colpì il giovane volto che raffigurava. Capii immediatamente che il suo venire a mancare non
doveva essere recente, e infatti si trattava della celebrazione
dell'anniversario di una morte avvenuta in un tempo lontano, negli anni
'80: “XX... Anniversario. Michelangelo Rosso Colletti. Ti penso
sempre con tanto amore. Mamma Clara.” L'amore solitario di una
madre, dunque, ostinato nei decenni, e che solo la propria morte –
e l'auspicato ricongiungimento con il figlio – potrebbe placare. Uno
straordinario esempio di affetto, racchiuso in un'immagine
in bianco e nero e in un breve messaggio, appena lambito dalle folate
di un'epoca intrisa di inutilità e di reciproca indifferenza.
Ginestra solitaria sul volto indurito di una costa che fa scivolare
verso il basso pensieri, parole e azioni.
sabato 19 settembre 2015
domenica 13 settembre 2015
"ERGASTOLO DEL DOLORE"
(Difficoltà: 0,9/5)
In Italia, l'unica certezza della pena è quella dei familiari delle vittime di ingiustizie: un "ergastolo del dolore" che si alimenta dell'incertezza della pena per il reprobo e di una sostanziale impunità che non manca mai di applicarsi ormai a tutto lo spettro criminologico. La prescrizione del crimine, che non si nega ormai a nessuno, è la condanna definitiva della vittima, che mai si vedrà ottener giustizia. L'ultimo abuso è quello dell'assassino Giovanni Scattone, "premiato" con una condanna definitiva a 5 miserabili anni e con una cattedra a tempo indeterminato in una scuola superiore.
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| "Madre Merkel, la ParaCulona" |
domenica 6 settembre 2015
10MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9976
(Difficoltà: 1/2)
VA IN ONDA LA PORNOGRAFIA DEL DOLORE
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| "Un bel piantino per l'audience, signora?" |
Si dice spesso che, di fronte al
dolore, più di tante parole può il silenzio. La televisione ha un
modo tutto personale di interpretare questa massima, in quella che
viene definita, in maniera giustamente spregiativa, “tv del
dolore”. La strategia è semplice: si prende una persona che ha
vissuto un forte trauma (un familiare ucciso, una casa distrutta dal
terremoto, la disoccupazione), le si fa una domanda e le si piazza il
microfono in bocca attendendo la risposta, il tutto a favore di
telecamera, con un primo piano inesorabile dell'intervistato.
Ottenuta la risposta, si valuta il grado di drammaticità della
stessa, soprattutto per come può essere percepita dal
telespettatore, e se è quello giusto, si rimane immobili e silenti per diversi secondi,
microfono in mano, quasi come per suggere vampirescamente dal
silenzio e dall'espressione addolorata dell'intervistato -che da
quella pausa trarrà occasione per riflettere su quanto appena detto,
con inevitabile ulteriore struggimento– linfa da tradurre in
ascolti.
domenica 30 agosto 2015
DOVE SONO LE "QUOTE AZZURRE"? IL VERO SCANDALO DELLA SCUOLA ITALIANA
(Difficoltà: 2,3/5)
Si fa un gran parlare di “quote rosa”
(nemmeno più tanto, visto il miserevole spettacolo offerto negli
ultimi anni da coloro che ne hanno beneficiato). Tutto è nato dalla
(e in gran parte rimasto nella) politica, nel tentativo, da parte dei
partiti, di raggranellare qualche grumo di voti tra l'elettorato
femminile (come se le donne fossero tutte femministe e fossero
incapaci di provare una giusta riprovazione per colleghe di genere catapultate, senza alcun tipo di requisito o virtù, in posti da 15 mila euro al mese) o tra qualche
cuore dolente della Sinistra (o di quella cosa merdiforme che in
questo Paese si fa chiamare tale).
domenica 23 agosto 2015
INTELLIGENZA ED ESPERIENZA: UNA PICCOLA RIFLESSIONE
(Difficoltà: 2,1/5)
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| "Persona intelligente. Ma solo a giudicare dalla lavagna" |
E abbastanza comune equivocare
l'esperienza per intelligenza. Ognuno di noi ha un “repertorio”
di esperienze da cui attingere per risolvere alcuni problemi pratici o
cognitivi in maniera relativamente veloce. E' chiaro come la velocità
nella risoluzione di un problema non ha - quasi mai - a che fare con un maggiore o
minore livello d'intelligenza: hanno molto più peso fattori emotivi
come la motivazione, lo stato di benessere psico-fisico, il livello
di freschezza mentale, che possono dipendere da molte cose. Soprattutto, pesa la trascorsa esperienza con problemi simili o equivalenti. L'essenziale
è l'effettiva comprensione del concetto (o situazione) e il fatto che si arrivi a risolvere il problema, indipendentemente dal tempo che ci si impieghi. La prontezza, infatti, può derivare dal fatto che si
è incontrata la stessa situazione o problema precedentemente e si
può ora pescare dal repertorio della memoria a lungo termine la
chiave di lettura che porta alla risoluzione, anche a dispetto di
variazioni minime. E anche una certa freschezza mentale, che può accelerare il processo, aiuta.
domenica 2 agosto 2015
"GENERAZIONE XXX": PORNODIPENDENZA, MINACCIA EPOCALE
(Difficoltà: 1,9/5)
La pornodipendenza è una realtà dei nostri giorni: non c'è paragone fra i metodi di fruizione di un tempo e quelli attuali, fra le riviste e i film vhs e l'internet ad alta velocità.
La pornodipendenza è una realtà dei nostri giorni: non c'è paragone fra i metodi di fruizione di un tempo e quelli attuali, fra le riviste e i film vhs e l'internet ad alta velocità.
Come si spiega questa dipendenza, che
pur la scienza ufficiale non riconosce, nell'ottusità procedurale di
ritenere infondato tutto ciò per cui non c'è una ricerca, anche se
basterebbe mettere assieme la casistica empirica con ciò che già si
sa su come gli ingranaggi della dipendenza “ufficiale” (alcol,
droghe, gioco) operano nel cervello? Questo video (in inglese) tratta
il problema a fondo.
domenica 26 luglio 2015
EDUCAZIONE INFANTILE E UTOPIA NECESSARIA
(Difficoltà: 4,4/5)
All'educatore dico: è necessario
inculcare nel bambino l'idea di un mondo ideale. Questo può essere
il mondo delle favole, dove tutti vivono felici; ma può essere anche
il mondo dei principi costituzionali, da evocare ogni volta che si
parla di temi che vi si ricollegano interdisciplinarmente (rispetto dei diritti del
bambino, lavoro, interculturalità ecc.) Naturalmente, occorre
tacere, soprattuto nei primi anni, il fatto che questi principi sono,
soprattutto nel nostro Paese, raramente applicati: il bambino in età
di scuola primaria non è ancora attrezzato a elaborare questa
discrepanza. Sulla stessa linea, gli va nascosta la realtà del male
nel mondo, alludendovi solo con il linguaggio trasfigurativo della favola, della
fiaba o della parabola.
domenica 5 luglio 2015
TIFO E POLITICA
(Difficoltà: 1,7/5)
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| "Renzi ultrà" |
Al netto di coloro che votano i
delinquenti per interessi particolari, legali (sperare in lavoro nel pubblico) o illegali (ottenere un appalto con carte truccate), ciò
che in Italia spiega la pervicacia con cui un sostanzioso "zoccolo duro" di elettori dà fiducia a degli impresentabili, è la somma
ottusità di chi mescola tifo e politica. Ma tifo e partecipazione politica dovrebbero stare agli antipodi: il tifo è passione
irrazionale, cioè una fede; il voto, al contrario, dovrebbe essere
frutto di un calcolo: chi rappresenta meglio i miei interessi e
quelli del Paese.
sabato 27 giugno 2015
PUBBLICITA' ED EUGENETICA
(Difficoltà: 4,3/5)
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| Pubblicità "eugenetica" |
L'estetica della pubblicità verte
sull'eugenetica. Ma, a essere onesti, la sostanza del messaggio
pubblicitario non rispecchia, su questo versante, l'operato di un Ministero della Propaganda goebbelsiano, anche se molte delle sue strategie di comunicazione
provengono da lì. L'ideale pubblicitario di una società di persone
forti e belle, infatti, non passa attraverso la manipolazione
genetica, bensì attraverso la manipolazione delle coscienze. Il lato
positivo è che la pubblicità non discrimina tra gli alti con i
capelli biondi e i bassi con il naso adunco, ma tra i poveri e
ricchi: se fosse questione di geni, non avrebbe senso acquistare lo
shampoo che trasforma i capelli in fili di seta o il trucco che può
far assomigliare alla star del cinema. Il lato negativo, è che
della perfezione estetica – come di ogni altra perfezione o forma
di successo che essa millanta - la merce regala solo l'illusione.
martedì 23 giugno 2015
ALLA SCOPERTA DELL'AUTOEGOISMO
(Difficoltà: 2,9/5)
Ho scoperto una cosa: l'autoegoismo.
Cosa vuol dire '“autoegoismo”? Esattamente quello che vuole dire:
l'egoismo nei confronti di se stessi. Quando uno a pranzo apre il frigorifero
e si trova di fronte la scelta fra cosa mangiare subito e cosa
riservare alla cena, e una cosa è prelibata mentre l'altra è solo
commestibile, e mangia subito la prima, allora è
egoista verso se stesso, perchè penalizza il suo sé futuro a
vantaggio di quello presente.
domenica 21 giugno 2015
UMBERTO ECO E I SOCIAL: DICO LA MIA
(Difficoltà: 3,4/5)
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| U.Eco "giudice" dei social |
“I social media danno diritto di
parola a legioni di imbecilli, che prima
parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la
collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo
stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli
imbecilli».
Ecco, in un estratto, la
scintilla della polemica scatenata da Umberto Eco. Non ho nulla di particolare contro
Eco. Come molti, ho letto “Il nome della Rosa” (ottimo romanzo) e ho
comprato quasi tutti i suoi romanzi successivi, senza nemmeno aver
provato mai a leggerli. Eco è il tipico intellettuale che, di sapere sconfinato, confonde la cultura con l'erudizione. Ha ben
presente (ovviamente!) la distinzione tra i 2 concetti, ma non sa
applicarla: è più forte di lui.
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