lunedì 4 maggio 2015

BUDDISMO E RIVOLUZIONE

(Difficoltà: 4,3/5)

Courtesi of appuntidiscienzesociali.it
"Evoluzione"
Lavoriamo per comprare l'auto e usiamo l'auto per andare a lavorare. E' il circolo della sopravvivenza dei nostri giorni, che è "sopravvivenza aumentata" (Debord, 1967). Ma nel caos dei consumi fatui, lo spettro della sopravvivenza primaria affiora per necessità, e nella povertà spirituale dello stile di vita consumistico fa allora breccia la povertà materiale il cui spettro, nella “società opulenta” (Galbraith), credevamo di aver scongiurato per sempre.

domenica 3 maggio 2015

LA SMISURATA IDIOZIA DEI TEST D'INTELLIGENZA

(Difficoltà: 3.7/5)

H. Gardner
C'è un appunto logico invalicabile che fa stridere alle mie orecchie l'intera nozione di un “test d'intelligenza”: per misurare l'intelligenza occorre sapere cosa sia. Ma così come non si può capire il funzionamento del sistema circolatorio senza aver chiaro il funzionamento del cuore, per afferrare cosa sia l'intelligenza occorrerebbe capire come funziona il cervello. E se è vero – come è vero – che la scienza ancora non ha disvelato i misteri del funzionamento del cervello umano, allora ripercorrendo a ritroso il sillogismo si deve pervenire alla conclusione che i test di intelligenza - nella misura in cui intendano avocare a sé la definizione stessa di “intelligenza” - non hanno nessun valore.

mercoledì 22 aprile 2015

VIOLENZA SENZA ATTENUANTI E RETORICA ATTENUATIVA

 (Difficoltà: 3,4/5)

Qualche giorno fa, un gay è stato aggredito con un lancio di bicchiere per il solo fatto di aver osato baciare l'amante di fronte a un bar del centro storico di Rovigo. Tra i commenti di lettori agli articoli online che hanno riportato la notizia, sono affiorati alla mia attenzione commenti di questo tenore: “E' stato un gesto da condannare; tuttavia, i due gay avrebbero potuto usare più discrezione.”

domenica 19 aprile 2015

LA POLITICA COME MERA CONSERVAZIONE DEL POTERE: UN PROBLEMA DI VERITA'

(Difficoltà: 4,2/5) 

La ricerca della verità è sempre in fin dei conti un percorso personale. La verità indotta dall'esterno è solo indottrinamento, sia esso politico, religioso o di altra natura: è tutta un'altra cosa, e non importa quanto ce se ne senta convinti. 
“Personale” non significa che l'uomo ritrova la verità in sé in quanto monade separata dal tutto o anacoreta: si può partecipare della verità e coltivarla anche in organizzazioni politiche, associazioni, comunità.

domenica 12 aprile 2015

"E' UN CASO": LA FRASE CHE FREGA

(Difficoltà: 4,1/5)


Il caso è un lusso che l'uomo, essere razionale dotato di capacità d'astrazione, non può permettersi. L'affermare nei fatti della vita: "E' un caso”, o coincidenza, è più spesso che no una razionalizzazione della propria pigrizia di pensiero e d'azione; è, soprattuto, un modo per nascondersi scomode verità che porterebbero a interrogarci sul perchè non pensiamo e non agiamo come dovremmo. 

domenica 5 aprile 2015

QUANDO LA PIGRIZIA ASSURGE A CATEGORIA ANTROPOLOGICA: L'UOMO "MULTI-ACCESSORIATO"

(Difficoltà: 4,3/5)

"Una provocazione. O no?"
Siamo abituati dal consumismo a pensare che la comodità e la funzionalità non debbano essere conquistate, ma acquistate. Ciò che sta scomparendo è l'arte di arrangiarsi, d'ingegnarsi. Per ogni attività quotidiana si tende a ricercare un prodotto che ce la faccia essere più comoda e agevole possibile. E', se si vuole, l'indolenza fattasi categoria antropologica. Il prodotto inventa anzi sovente l'attività stessa

domenica 29 marzo 2015

LA BALLA MEDIATICA DELLE "ECCELLENZE" ITALIANE

(Difficoltà: 1,4/5)


"Il dissanguamento dell'economia italiana"
Se si presta orecchio (o se si digita la parola tra virgolette su Google: 5,4 milioni di risultati!), si fa un gran parlare in talk show e tg delle “eccellenze italiane”, intendendo con ciò le punte qualitative del “made in Italy” nell'industria, nell'artigianato, nell'alimentare ecc. Non si era mai sentito prima un tal “tuonar di ferree canne” a celebrazione delle glorie produttive italiche, forse perchè erano date per scontate.

domenica 22 marzo 2015

10MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9978

(Difficoltà 3,4/5)

Se c'è una cosa che mi fa incazzare, è me stesso quando indulgo, da comunicatore o “blogger”, in slogan. Questo post è quindi un'autodenuncia all'autorità dell'indipendenza e dell'originalità di pensiero, cioè alla mia coscienza. Sono quindi io stesso a presiedere l'autorità che mi deve giudicare: se non è conflitto d'interessi questo...!

martedì 10 marzo 2015

E I TEDESCHI DISSERO: "DIMENTICARE LA SHOAH"

(Difficoltà: 3,1/5)


"Ritratto intimo della Germania"
Ricordo che dieci anni il mio insegnante madrelingua di tedesco durante una lezione disse qualcosa come: “Dopo 60 anni sarebbe l'ora che la si smettesse con il rinfacciarci la Shoah.” Dieci anni dopo, si può essere sicuri che nella società tedesca c'è qualcuno che ancora lo pensa, e a maggior ragione - dal suo punto di vista – visto che è passato ancora più tempo. La vera notizia è infatti che, recentemente, l'80% dei tedeschi ha dichiarato di volersi lasciar dietro alle spalle la storia delle persecuzioni contro gli Ebrei (articolo Spiegel qui).

domenica 22 febbraio 2015

LA VERITA' SUL "LUOGO COMUNE": IL NICHILISMO DELLA SOCIETA' DELLO SPETTACOLO

(Difficoltà: 4,7/5)


La Società dello Spettacolo
Di eccessiva liberalità si muore, o almeno ne muore la verità. Il libertarismo del pensiero è l'assenza di spirito critico che si maschera da critica estrema. La critica non si misura al chilo, non è un mercato delle vacche: essa è selezione, arte del discrimen e non l'opposizione per il gusto di opporsi.

domenica 8 febbraio 2015

IL VERO VOLTO (INFELICE) DEL CONSUMISMO

 (Difficoltà: 4,2/5)

Comunismo: untuosa propaganda e cruda realtà
Come per le peggiori droghe, il consumismo è una malattia che abbruttisce. Come malattia sociale conclamata da almeno mezzo secolo, esso è la stigmate purulenta della Società dello Spettacolo, l'essenza dell'assenza che ammorba e corrompe il vivere comune, la nostra quotidianità.
E' sufficiente osservare la realtà del consumismo, aldilà delle rappresentazioni festose e giulive che lo Spettacolo stesso ne offre, per afferrare la sua sostanza. Già linfa vitale dello Spettacolo, esso è divenuto però, innestandosi nell'ultima forma dell'evoluzione dello spettacolare, che è quella “integrata”, "consumo di immagini": "Compriamo cose di cui non abbiamo bisogno con soldi che non abbiamo per impressionare persone che non ci piacciono".